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15 settembre 2020

CAL: approvazione provvedimenti solitudine e derivazioni acqua per energia


Il Consiglio delle autonomie locali (Cal), riunitosi il 15 settembre in videoconferenza, ha approvato tutti i provvedimenti portati all'attenzione dalla Giunta regionale.
Si trattava delle modifiche alle norme sulla Promozione dell'invecchiamento attivo e sulla protezione sociale, in particolare per il contrasto alla solitudine, illustrata dal vicepresidente della Regione, e del disegno di legge Disciplina dell'assegnazione delle concessioni di grandi derivazioni d'acqua a uso idroelettrico, sottoposto dall'assessore regionale alla Difesa dell'ambiente.
Il primo provvedimento prevedeva che il Cal si pronunciasse sulla proposta di modifiche alla legge regionale 14 novembre 2014 n.22 sulla promozione dell'invecchiamento attivo e all'articolo 9 della legge regionale 15/2014, sulla protezione sociale.
E' un tema a volte trascurato, quello della solitudine, è stato detto, che viene trattato con maggiore puntualità dal nuovo provvedimento, caratterizzato da contenuti più incisivi e mirati nei quali si considerano tutte le fasce d'età.
Le modifiche presentate al Cal contemplano i temi della sostenibilità delle reti di comunità, con l'obiettivo della piena inclusione.
Prevedono altresì il coinvolgimento dei Comuni, per quanto attiene alle loro funzioni in materia legate anche al sistema di protezione sociale, introducendo il ruolo delle Aziende sanitarie quale strumento di contrasto alla solitudine e in qualità di elaboratori di progettualità.
È previsto pure il coinvolgimento di tutte le istituzioni scolastiche, fino al mondo universitario, nonché delle forze sociali, delle associazioni, e dei sodalizi per gli anziani e la terza età, ma anche del terzo settore.
Si tratta, dunque, di una norma di principio, è stato ribadito, che mira ad affrontare in modo compiuto il fenomeno della solitudine: un primo passo, a supporto delle iniziative che verranno prodotte per rafforzare l'azione del sistema socio-sanitario del Friuli Venezia Giulia rispetto al fenomeno. Il provvedimento ha trovato ampia condivisione da parte del Cal.
L'organismo consultivo del sistema delle autonomie ha inoltre raggiunto l'intesa (12 consiglieri a favore e un astenuto) sul Disegno di legge che disciplina l'assegnazione delle concessioni di grandi derivazioni d'acqua a uso idroelettrico, ovvero gli impianti che producono annualmente oltre 3 mila kW di energia elettrica.
Nel Friuli Venezia Giulia sono cinque, al momento tutti in concessione alla Edison Spa. Si trovano a Meduno, sul corso del Meduna, a Valina e Chievolis, in Comune di Tramonti di Sopra, sui corsi d'acqua Meduna e Silisia, a Colle e Istrago, in Comune di Spilimbergo, sul corso del Meduna.
La bozza del provvedimento, illustrata e sottoposta al Cal dall'assessore regionale alla Difesa dell'ambiente e dai vertici della Direzione centrale, concerne anche le nuove gare di evidenza pubblica per la concessione a uso idroelettrico di beni idrici. Gare che saranno regolate da nuove procedure, in linea con il nuovo regime giuridico di alcuni beni destinati a passare dal demanio dello Stato a quello idrico regionale.
La nuova disciplina tratta infatti dei contenuti contrattuali minimi, a garanzia del rispetto dell'ambiente e dell'equilibrio occupazionale e contiene l'obbligo per i concessionari di fornire a titolo gratuito energia elettrica alla Regione nella misura di 220 kW/h per ogni kW di potenza nominale media di concessione. Tale energia dovrà poi essere destinata, almeno per il 50 per cento, ai servizi pubblici e alle categorie di utenti dei territori interessati dalla derivazione.
La Giunta regionale dovrà infatti stabilire quali sono i servizi pubblici e le categorie di utenti che potranno beneficiare della fornitura gratuita di energia, i criteri di riparto, sentiti i Comuni interessati, e la possibilità, in alternativa alla cessione gratuita di energia, di procedere in tutto o in parte alla sua monetizzazione.
Il disegno di legge approvato dal Cal, coerentemente con le norme nazionali, stabilisce dunque un nuovo regime giuridico dei beni, che vengono suddivisi tra le opere definite 'bagnate', ovvero le strutture di raccolta, regolazione, derivazione delle acque, i canali adduttori, le condotte forzate e i canali di scarico, che diverranno gratuitamente di proprietà regionale, e quelle cosiddette 'asciutte', cioè gli edifici, i macchinari, gli impianti per l'utilizzazione.
La trasformazione e la distribuzione dell'energia prodotta potranno invece essere acquisite dalla Regione attraverso la corresponsione di un prezzo agli aventi diritto., ma solamente qualora tali opere siano ritenute funzionali alle 'opere bagnate'; diversamente, potranno essere acquisite dalla proprietà subentrante.
L'assessore alla Difesa dell'ambiente ha quindi relazionato sull'avvio della candidatura del fiume Tagliamento tra i beni riconosciuti patrimonio dell'umanità e tutelati dall'Unesco. Candidatura, che non va in contrasto con il percorso già avviato dalla Regione attraverso i ministeri competenti e l'Unesco per candidare questo bene prezioso per il territorio e la comunità del Friuli Venezia Giulia, di concerto con il Wwf, a Riserva della biosfera.
Le riserve della biosfera sono aree di ecosistemi terrestri, costieri e marini nelle quali, con un'appropriata gestione del territorio, vengono coniugate la conservazione dell'ecosistema e della sua biodiversità con l'utilizzo sostenibile delle risorse naturali, a beneficio delle comunità locali.
Un percorso, è stato precisato, che sarà condiviso con le comunità locali e che mira a promuovere l'interazione tra l'uomo e il proprio ambiente. Il tutto sotto la bandiera dell'Unesco. ARC/CM/pph
 

 
 
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