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05 novembre 2018

Autonomie locali: Ok alla modifica delle Uti e a nuovo assetto dei servizi sociali


"L'auspicio è che nel passaggio del provvedimento in Consiglio regionale venga preso nella dovuta considerazione il consenso espresso oggi dai rappresentanti del territorio, ai quali va il mio ringraziamento per la qualità del confronto e lo spirito di collaborazione dimostrati".

Lo ha detto l'assessore regionale alle Autonomie locali del Friuli Venezia Giulia, Pierpaolo Roberti, a margine della seduta del Consiglio delle autonomie locali (Cal) che si è tenuta oggi a Udine con all'ordine del giorno il parere sullo schema di disegno di legge di modifiche alla norma regionale 26 inerente all'ordinamento e alle funzioni delle Unioni territoriali intercomunali (Uti), comprendente anche un emendamento aggiuntivo sulla gestione associata dei Servizi sociali dei Comuni presentato dal vicegovernatore con delega alla Salute, Riccardo Riccardi.

L'esito della votazione ha registrato un parere positivo del Cal quasi unanime: su 21 presenti, 20 sono stati i favorevoli e 1 astenuto (Comune di Palmanova).

"Con questa modifica, che rappresenta il primo passo verso la riforma, si torna - ha spiegato Roberti - a dare il giusto potere ai sindaci che non saranno più costretti da una Regione matrigna a fare quello che la stessa Regione comanda, ma potranno stabilire la forma associativa migliore, così come se rimanere o meno all'interno delle Uti".

Nel dettaglio, il provvedimento elimina per i Comuni l'obbligatorietà di adesione alle Unioni di riferimento che diventano "forme associative per l'esercizio facoltativo di funzioni comunali e per l'esercizio temporaneo delle funzioni sovracomunali". Ogni Comune quindi potrà avocare a sé la gestione diretta di una o più funzioni senza l'obbligo di trasferire all'Uti alcuna competenza.

Viene introdotta, previo il consenso dei sindaci aderenti, la possibilità di scioglimento delle Unioni, ad eccezione delle quattro che includono i Comuni di Trieste, Udine, Pordenone e Gorizia, al fine di consentire la continuità della gestione delle funzioni sensibili di area vasta come l'edilizia scolastica.

Roberti, rispondendo alle domande dei rappresentanti dei Comuni, ha rassicurato che, in questo regime di transitorietà, verranno mantenuti i fondi per le spese generali delle Uti.

Sull'emendamento relativo agli ambiti socioassistenziali, lo stesso vicegovernatore ha sottolineato come si tratti di una serie di disposizioni che vanno a correggere l'attuale assetto, in virtù del fatto che è attualmente in vigore l'obbligo per i Comuni di trasferire entro il 1 gennaio del 2019 la gestione dei servizi sociali alle Uti.

Un'imposizione non condivisa da questa Amministrazione, come ha rimarcato Riccardi. "Per questa ragione i compiti e i poteri afferenti alle scelte degli enti gestori dei servizi sociali torneranno ai Comuni. Tutti i Comuni - ha detto Riccardi -, senza distinzione tra quelli che hanno aderito alle Unioni e quelli che hanno scelto di non farlo. Viene garantita inoltre ai Municipi, partendo da un'architettura predeterminata, l'autonomia decisionale sulla definizione territoriale degli ambiti socioassistenziali".

Il vicegovernatore ha concluso il suo intervento parlando di una decisione che nella sua generalità rappresenta "un atto di equità e di giustizia nei confronti dei sindaci".

Rispondendo infine a una serie di quesiti posti dai rappresentanti dei Comuni sul tema della disponibilità di personale, Riccardi ha ribadito l'impegno per cercare di intervenire, di concerto con gli assessori alla Funzione pubblica e alle Autonomie locali, al fine di "venire incontro alle richieste dei primi cittadini". "Fermo restando - ha specificato il vicegovernatore - che la Regione non ha competenza primaria in materia, quindi tutti i vincoli e limiti attuali sono determinati da disposizioni dello Stato".

ARC/GG/ep

 
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