• home
  •  > News
  •  >  23 giugno: seduta del Consiglio delle autonomie locali

calendario lavori

« marzo, 2020 »
lun mar mer gio ven sab dom
1
2 3 4 5 6 7 8
9 10 11 12 13 14 15
16 17 18 19 20 21 22
23 24 25 26 27 28 29
30 31

cerca le deliberazioni del consiglio

iscriviti alla newsletter del consiglio autonomie localivai
23 giugno 2015

23 giugno: seduta del Consiglio delle autonomie locali


Il Consiglio delle Autonomie Locali (CAL) ha espresso oggi parere favorevole a entrambi i punti all'ordine del giorno. Via libera dunque all'articolo 4 della legge regionale 26/2014 che disciplina l'approvazione del Piano di riordino territoriale contente la delimitazione geografica delle 18 Unioni Territoriali Intercomunali (UTI), con 13 favorevoli, due astenuti  Comune di Gorizia e Comune di Ragogna) e due contrari (Comune di Santa Maria e Provincia di Udine) e al nuovo Regolamento concernente i criteri e le modalità di ripartizione del Fondo per l'abbattimento delle rette a carico delle famiglie per la frequenza di servizi educativi per la prima infanzia e le modalità di erogazione dei benefici di cui all'articolo 15 della legge regionale 18 agosto 2005, numero 20 (Sistema educativo integrato dei servizi per la prima infanzia).

Sulle UTI è intervenuto l'assessore regionale alle Autonomie locali e al Coordinamento delle Riforme Paolo Panontin che ha manifestato soddisfazione per il risultato raggiunto e ha sottolineato la forte assunzione di responsabilità su una legge "che abbiamo cercato di far approvare in tempi ragionevolmente brevi per fare in modo di attuarla entro il mandato e dunque farci carico del suo funzionamento assumendoci le responsabilità".
 

 Su 216 Comuni, gli scontenti, cioè quelli che hanno richiesto di cambiare UTI, sono meno del 3 per cento; a questi si aggiungono quelli che hanno presentato ricorso: l'assessore Panontin ha ricordato i 60 giorni di tempo a disposizione che sono stati dati alle Amministrazioni per chiedere lo spostamento da una UTI all'altra e come "siamo impegnati a fornire le motivazioni a quelle istanze che non sono state accolte e che hanno avuto la possibilità di controbattere".

Inoltre, Panontin ha sottolineato la flessibilità della norma per favorire il massimo di integrazione possibile. "Sono soddisfatto dell'approvazione della delibera da parte del CAL che ha ritenuto che fosse conforme ai dettami della legge e che rispondesse in modo adeguato a ogni singola istanza".

Sulla complessità del tema l'assessore ha fatto un breve excursus indicando come in Italia si sia cercato di favorire le forme aggregative: "le Unioni - ha detto - fino al 2000 erano 15 in Italia, dopo l'eliminazione dell'obbligo di trasformazione dell'Unione in fusione; con l'avvento della legge 267 le Unioni sono diventate 416 e interessano circa il 25 per cento dei Comuni italiani. Questo è un tema sul quale abbiamo posto diverse riflessioni e l'auspicio è dare concretezza a un percorso di fusione", tanto che a breve sarà presentato in Giunta regionale un atto formale con le linee guida. Panontin ha aggiunto come "sono molte le Amministrazioni che intendono raggiungere questo risultato".

Il CAL, all'unanimità, ha votato a favore anche del Regolamento concernente i criteri e le modalità di ripartizione del Fondo per l'abbattimento delle rette a carico delle famiglie per la frequenza di servizi educativi per la prima infanzia e le modalità di erogazione dei benefici di cui all'articolo 15 della legge regionale 18 agosto 2005, numero 20 (Sistema educativo integrato dei servizi per la prima infanzia) che segna il superamento dell'attuale modalità di finanziamento a consuntivo, ovvero a rimborso di costi già sostenuti. Regolamento che permette di abbattere alla fonte i costi delle rette di frequenza dei servizi educativi per la prima infanzia per rendere più incisivo il sostegno della Regione alle famiglie e agevolarne l'accesso, come ha spiegato l'assessore alle Politiche sociali e alla Famiglia Maria Sandra Telesca.

ARC/LP

Contatti:
 
A cura della Direzione centrale funzione pubblica, autonomie locali e coordinamento delle riforme | accessibilità | disclaimer