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Sala Cal a Udine intitolata a Ettore Romoli - Istituzioni: Fedriga, memoria Romoli aiuti confronto politicovai
19 febbraio 2020
Il Consiglio delle Autonomie locali (Cal), nella seduta del 17 febbraio, ha espresso, all'unanimità, l'intesa sulle modifiche alla legge regionale n. 22 del 2014 in materia di "Promozione dell'invecchiamento attivo e modifiche all'articolo 9 della legge regionale 15/2014 in materia di protezione sociale", concernenti gli interventi per il contrasto alla solitudine.
20 gennaio 2020
Il Consiglio delle Autonomie locali (Cal), nella seduta del 20 gennaio, ha espresso voto unanime favorevole ai provvedimenti della Giunta regionale illustrati nella seduta odierna rispettivamente dall'assessore regionale al Lavoro, Alessia Rosolen, alle Attività produttive, Sergio Emidio Bini e alla Difesa dell'ambiente, Fabio Scoccimarro.
Il primo provvedimento ad ottenere il parere favorevole è stato la delibera della Giunta regionale 2276/2019 con cui l'esecutivo ha introdotto modifiche al regolamento per l'attivazione di tirocini extracurriculari. Come ha spiegato Rosolen "tutte le modifiche vanno nella direzione di salvaguardare un principio di garanzia occupazionale, evitando che un lavoratore licenziato venga sostituito da un tirocinante". Sono inoltre state eliminate alcune disomogeneità applicative tra Regione e Regione, tanto che "il Friuli Venezia Giulia si è fatto parte attiva a livello nazionale affinché le modifiche siano fatte proprie anche in altre Regioni, in accordo con il confronto avvenuto nella Conferenza Stato - Regioni" ha detto ancora l'assessore.
 
17 dicembre 2019
Il Consiglio delle autonomie locali (Cal) ha espresso parere favorevole (con quindici sì e un'astensione) alle Linee annuali per la gestione del servizio sanitario e sociosanitario regionale per il 2020, deliberate in via preliminare dalla giunta regionale lo scorso 22 novembre.
 
A tratteggiare i principali contenuti degli indirizzi gestionali che interessano il territorio è stato il vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia, con delega alla Salute, Riccardo Riccardi, che si è impegnato "a tornare al Cal per affrontare alcuni elementi sostanziali del passaggio alle nuove aziende, posto che entro la fine dell'anno dovranno essere nominati i nuovi direttori generali, ovvero i vertici delle tre nuove aziende di Pordenone, Trieste e Udine, il direttore generale dell'Azienda regionale per il coordinamento della salute e i due direttori degli Istituti di ricerca e cura a carattere scientifico, "Burlo Garofolo" di Trieste e Cro di Aviano".
11 novembre 2019
Il Consiglio delle autonomie locali ha approvato unanimemente i disegni di legge sulla Stabilità 2020 e la collegata alla manovra di bilancio 2020-2022, anche in relazione al sistema delle autonomie locali, e il programma triennale per lo sviluppo dell'ICT, dell'e-government e delle infrastrutture telematiche 2020-2022.
 
I provvedimenti erano stati illustrati rispettivamente dagli assessori alle Finanze, Barbara Zilli, alle Autonomie locali, funzione pubblica e sicurezza, Pierpaolo Roberti, e al Patrimonio, Sebastiano Callari.
 
Zilli ha evidenziato che si tratta di una manovra che continua nel solco già tracciato e porta avanti gli obiettivi della Giunta regionale: dall'ART bonus, per favorire i sodalizi del settore della cultura, all'estensione dei contributi per il trasporto pubblico locale esteso anche al trasporto urbano, all'abbattimento delle rette degli asili nido per le famiglie con più di un figlio, che sono rivolte direttamente ai cittadini, a tutte le iniziative per l'industria e l'artigianato, all'attenzione particolare rivolta agli enti locali, in particolare ai Comuni montani e al loro riequilibrio finanziario, dalle iniziative mirate allo sviluppo dei territori montani attraverso azioni rivolte ai Comuni affinché possano attivare fondi di rotazione per la progettazione delle piste forestali, al supporto al mantenimento delle piccole attività commerciali esistenti in montagna per farne centri di aggregazione e di animazione sociale nelle località minori.
 
Zilli ha espresso compiacimento per il supporto ottenuto oggi dal sistema delle autonomie locali perché ciò, ha aggiunto, ci consentirà di continuare a lavorare nell'ottica corretta della condivisione delle scelte, attraverso un metodo di confronto costruttivo e con il recepimento delle attese del territorio.
 
"E lavorare assieme a chi amministra i nostri Comuni - ha concluso Zilli - per noi è un dovere".
 
La manovra assicura più risorse ai Comuni, ha commentato l'assessore alle Autonomie locali, Pierpaolo Roberti, ma reca anche grazie alla risoluzione dell'extra gettito, assicurando così alle amministrazioni comunali la disponibilità di ulteriori risorse.
 
Rispetto al 2019 infatti, i Comuni del Friuli Venezia Giulia otterranno benefici complessivi di oltre 23 milioni di euro nel 2020 grazie alla riduzione dell'extra gettito Imu, sulla base dell'accordo Stato/Regione (pari a circa 19 milioni di euro) e ulteriori risorse alle autonomie locali.
 
L'obiettivo che ci poniamo, ha detto Roberti, è quello di poter assicurare servizi sempre più efficienti ai cittadini. Non a caso, ha commentato l'assessore, anche questi articoli della legge di stabilità e della legge collegata hanno ricevuto un voto unanimemente favorevole da parte dei Comuni.
 
Un risultato, ha aggiunto Roberti, che riconosce all'Amministrazione regionale gli sforzi compiuti per dare risposte concrete alle Amministrazioni comunali, alle quali crediamo, e che sono guidate da amministratori di ottimo livello.
07 ottobre 2019
"Vogliamo creare strumenti e apportare dei correttivi a quelli esistenti per dare la massima libertà ai sindaci di amministrare il proprio territorio. Nessuna volontà di imporre nulla dall'alto e pochi paletti, uno di questi sarà il principio Una Testa Un Voto per fare in modo che i Comuni più grandi non sovrastino quelli più piccoli".
Lo ha indicato lunedì 7 ottobre a Udine l'assessore alle Autonomie locali del Friuli Venezia Giulia, Pierpaolo Roberti, illustrando al Consiglio delle Autonomie (Cal) le linee generali del ddl sulle forme associative comunali che sarà vagliato dalla Giunta Fedriga nella prossima seduta. Fra le novità, anche la creazione di 4 sub enti regionali che si occuperanno in prima battuta dell'emergenza legata all'edilizia scolastica "per dare una risposta immediata ad un comparto in sofferenza" ha spiegato Roberti, indicando negli enti "una forma embrionale per la partenza dell'ente intermedio".
 
"Al vertice dei quattro enti ci sarà un commissario tecnico per raccogliere l'eredità più pesante lasciata dalla chiusura delle Province - ha proseguito l'assessore - e risolvere la difficile situazione dell'edilizia scolastica che, allo stato attuale, è attribuita ai Comuni con l'obbligo di esercizio all'interno delle Uti, la cui carenza di personale ne rende tuttavia impossibile la gestione".
 
"Il più importante caposaldo della riforma - ha quindi sottolineato Roberti - è che la Regione non dovrà ingerire nell'attività dei Comuni. Il sindaco eletto potrà scegliere gli strumenti che metteremo a disposizione per erogare nel migliore dei modi i servizi ai cittadini. In campo, troverà strumenti come quello della comunità ma saranno sempre e solo i primi cittadini a decidere se erogare i servizi in autonomia, attraverso il sistema delle convenzioni, con percorsi di fusione o aderendo alla tante comunità che si formeranno. L'unico che potrà giudicare sul loro operato sarà l'elettore all'interno delle urne".
 
"La riforma delle Uti - ha specificato l'assessore - comprenderà diversi provvedimenti: il primo riguarda le forme associative e riprende istituti già esistenti ai quali, in alcuni casi, sono stati posti dei correttivi".
Si parla di percorsi facoltativi di fusione e di convenzioni, già ampiamente usate dai Comuni, ma anche di comunità. Quest'ultimo organismo, che tiene in conto le istanze dei territori, sarà a tutti gli effetti un ente locale con personalità giuridica così da poter gestire alcuni rapporti quali quelli del personale e del patrimonio. Le comunità nomineranno un vertice politico ovvero il comitato esecutivo i cui membri potranno essere amministratori ma anche comuni cittadini.
E, sempre in materia di governance, viene posto un ulteriore correttivo rispetto alle Uti. Cambia il modello elettivo: si passa dal modello dell'elezione del sindaco, che nominava poi la propria Giunta, a quello più simile all'elezione di un consiglio di amministrazione così da garantire una maggiore rappresentanza delle minoranze. Le comunità saranno obbligatorie solo nei territori montani per l'esercizio delle funzioni specificamente di carattere montano e facoltative su tutto il resto.
 
Roberti, che ha rassicurato sul fatto che non saranno spostate le competenze dei Comuni ma rimarranno in capo agli stessi, ha evidenziato un'ulteriore novità rappresentata dall'istituzione del Consiglio delle autonomie montane. "Sarà una sezione del Cal - ha informato - con compiti consultivi e di indirizzo su tematiche montane a cui viene affidata l'organizzazione annuale degli Stati generali della montagna. Sarà composto dal presidente dell'Uncem, dai componenti eletti nel Consiglio delle autonomie locali che insistono sul territorio delle Comunità di montagna e dai presidenti delle stesse, una volta costituite".
 
 
A cura della Direzione centrale funzione pubblica, autonomie locali e coordinamento delle riforme | accessibilità | disclaimer