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Sala Cal a Udine intitolata a Ettore Romoli - Istituzioni: Fedriga, memoria Romoli aiuti confronto politicovai
07 ottobre 2019
"Vogliamo creare strumenti e apportare dei correttivi a quelli esistenti per dare la massima libertà ai sindaci di amministrare il proprio territorio. Nessuna volontà di imporre nulla dall'alto e pochi paletti, uno di questi sarà il principio Una Testa Un Voto per fare in modo che i Comuni più grandi non sovrastino quelli più piccoli".
Lo ha indicato lunedì 7 ottobre a Udine l'assessore alle Autonomie locali del Friuli Venezia Giulia, Pierpaolo Roberti, illustrando al Consiglio delle Autonomie (Cal) le linee generali del ddl sulle forme associative comunali che sarà vagliato dalla Giunta Fedriga nella prossima seduta. Fra le novità, anche la creazione di 4 sub enti regionali che si occuperanno in prima battuta dell'emergenza legata all'edilizia scolastica "per dare una risposta immediata ad un comparto in sofferenza" ha spiegato Roberti, indicando negli enti "una forma embrionale per la partenza dell'ente intermedio".
 
"Al vertice dei quattro enti ci sarà un commissario tecnico per raccogliere l'eredità più pesante lasciata dalla chiusura delle Province - ha proseguito l'assessore - e risolvere la difficile situazione dell'edilizia scolastica che, allo stato attuale, è attribuita ai Comuni con l'obbligo di esercizio all'interno delle Uti, la cui carenza di personale ne rende tuttavia impossibile la gestione".
 
"Il più importante caposaldo della riforma - ha quindi sottolineato Roberti - è che la Regione non dovrà ingerire nell'attività dei Comuni. Il sindaco eletto potrà scegliere gli strumenti che metteremo a disposizione per erogare nel migliore dei modi i servizi ai cittadini. In campo, troverà strumenti come quello della comunità ma saranno sempre e solo i primi cittadini a decidere se erogare i servizi in autonomia, attraverso il sistema delle convenzioni, con percorsi di fusione o aderendo alla tante comunità che si formeranno. L'unico che potrà giudicare sul loro operato sarà l'elettore all'interno delle urne".
 
"La riforma delle Uti - ha specificato l'assessore - comprenderà diversi provvedimenti: il primo riguarda le forme associative e riprende istituti già esistenti ai quali, in alcuni casi, sono stati posti dei correttivi".
Si parla di percorsi facoltativi di fusione e di convenzioni, già ampiamente usate dai Comuni, ma anche di comunità. Quest'ultimo organismo, che tiene in conto le istanze dei territori, sarà a tutti gli effetti un ente locale con personalità giuridica così da poter gestire alcuni rapporti quali quelli del personale e del patrimonio. Le comunità nomineranno un vertice politico ovvero il comitato esecutivo i cui membri potranno essere amministratori ma anche comuni cittadini.
E, sempre in materia di governance, viene posto un ulteriore correttivo rispetto alle Uti. Cambia il modello elettivo: si passa dal modello dell'elezione del sindaco, che nominava poi la propria Giunta, a quello più simile all'elezione di un consiglio di amministrazione così da garantire una maggiore rappresentanza delle minoranze. Le comunità saranno obbligatorie solo nei territori montani per l'esercizio delle funzioni specificamente di carattere montano e facoltative su tutto il resto.
 
Roberti, che ha rassicurato sul fatto che non saranno spostate le competenze dei Comuni ma rimarranno in capo agli stessi, ha evidenziato un'ulteriore novità rappresentata dall'istituzione del Consiglio delle autonomie montane. "Sarà una sezione del Cal - ha informato - con compiti consultivi e di indirizzo su tematiche montane a cui viene affidata l'organizzazione annuale degli Stati generali della montagna. Sarà composto dal presidente dell'Uncem, dai componenti eletti nel Consiglio delle autonomie locali che insistono sul territorio delle Comunità di montagna e dai presidenti delle stesse, una volta costituite".
 
16 settembre 2019
Via libera anche a cimiteri animali affezione e a difesa boschi.
 
Il sostegno alle sperimentazioni di forme abitative innovative per anziani in condizione di fragilità o di non autosufficienza e disabili e l'introduzione di un budget di salute per progetti personalizzati, anche a persone con meno di 65 anni in condizioni psico-fisiche assimilabili a quelle geriatriche, hanno ottenuto il via libera da parte del Consiglio delle autonomie locali che il 16 settembre, a Udine, ha votato all'unanimità due pareri su altrettanti provvedimenti della Giunta regionale illustrati dal vicegovernatore del Friuli Venezia Giulia con delega a Salute e Politiche sociali, Riccardo Riccardi.
 
"Considero il parere unanime del Consiglio delle autonomie locali - ha commentato il vicegovernatore - un fatto estremamente importante perché riguarda un tema, la vita quotidiana delle persone non autosufficienti e delle loro famiglie, rispetto al quale i Comuni hanno un ruolo di primo piano: oggi abbiamo fatto un passo in avanti per orientare le risposte a questi bisogni crescenti della società da un modello istituzionalizzato, sempre identicamente ripetibile, a quello personalizzato che è in grado di adeguare le soluzioni tecniche ai diversi livelli di cronicità o patologia delle persone".
 
Nel dettaglio, il primo provvedimento introduce e definisce le modalità di accesso del budget personale integrato per finanziare sperimentazioni in materia di abitare inclusivo sia attraverso il Fondo per l'autonomia possibile (Fap) sia attraverso quote del Servizio sanitario.
 
Una volta approvata in via definitiva la norma, per la prima volta verrà riconosciuta, assieme a quella sociale, una quota del Servizio sanitario per determinate prestazioni anche a chi è seguito in soluzioni domiciliari sperimentali. La quota giornaliera di sostegno verrà commisurata ai bisogni e alla situazione reddituale: il massimo del budget giornaliero disponibile sarà di circa 30 euro (15 euro di quota sanitaria più 14,93 euro di quota sociale) a calare fino a 12 euro in caso di Isee superiore a 30mila euro.
 
In questa fase la sperimentazione coinvolgerà un numero limitato di persone, circa un centinaio, ma l'auspicio dell'Amministrazione regionale è che questa diventi una modalità regolare di sostegno alle persone in condizione di non autosufficienza.
 
06 agosto 2019
Il Consiglio delle Autonomie locali, riunitosi il 5 agosto a Udine, ha espresso parere favorevole unanime ai criteri per la concertazione dell'utilizzo delle risorse 2020 - 2022 destinati a Uti e Comuni.

La proposta è stata illustrata dall'assessore alle Autonomie locali del Friuli Venezia Giulia, Pierpaolo Roberti, secondo quanto deliberato dalla giunta regionale per l'assegnazione delle risorse che - nella prossima legge di Stabilità - verranno destinate alle progettazioni concertate tra Regioni e territori.

La proposta giuntale prevedeva la possibilità di presentare fino a 3 progetti di investimento per i Comuni non aderenti ad un Unione territoriale intercomunale (Uti) e fino a 10 interventi da parte delle Uti.

A seguito del dibattito, caratterizzato per lo più dall'esigenza espressa da diversi sindaci di equilibrare i rapporti tra Comuni dentro e fuori Uti e di tenere conto delle necessità di area vasta, la proposta votata all'unanimità prevede la possibilità di presentare 10 progetti di investimento per ciascuna Uti, salvo nelle Uti con oltre dieci Comuni aderenti alle quali è riservata la facoltà di proporre un numero di opere pari al numero dei Comuni che compongono l'Uti; i Comuni fuori Uti possono invece presentare fino a due progetti ciascuno.

Per l'assessore Roberti si tratta di "una proposta di equilibrio che consente di conciliare sia le esigenze dei territori tenuti a presentare le proposte entro il termine di legge del 30 settembre, che quella degli uffici regionali che dovranno esperire tutte le procedure valutative e chiudere la concertazione entro novembre".

Roberti ha chiesto agli Enti locali una verifica sullo stato della spesa degli interventi finanziati con le precedenti concertazioni, "per comprendere quale sia la reale capacità di spesa degli enti e come intervenire in supporto alla eventuale carenza di personale" che i Comuni indicano come principale causa del rallentamento della spesa.

Quanto ai criteri progettuali la giunta ha dato priorità, per la Cultura, al recupero e restauro di beni culturali per i quali vi sia già destinazione d'uso precisa e immodificabile e piano di sostenibilità a medio termine (8 anni) del bene recuperato da parte dell'Ente locale richiedente; per lo sport, all'adeguamento e riqualificazione di impianti sportivi esistenti e di rilevanza sovracomunale; per la Sicurezza, alle sale operative della polizia locale, ai collegamenti a rete Ermes e videosorveglianza; per la Montagna, al completamento di edifici di proprietà con lavori già iniziati in compartecipazione comunale o a lavori urgenti (escluse le malghe); per la Viabilità, alla messa in sicurezza di itinerari "casa scuola e casa lavoro"; per l'Edilizia pubblica, a interventi su scuole, municipi e edifici comunali. L'assessore Roberti ha poi comunicato al Cal la necessità di procedere, entro il 9 agosto, alla nomina dei componenti della delegazione trattante per la Funzione pubblica (delega appena assunta da Roberti), uno per la delegazione dirigenziale e uno per la delegazione non dirigenziale, che andranno ad aggiungersi a quelli nominati dalla Regione e dall'Anci Fvg.

 
24 giugno 2019
L'anticipo di una manovra da 10 milioni di euro relativa al ricalcolo e ridistribuzione delle somme derivanti dal sovragettito dell'Imposta Municipale Unica (Imu), prelevate ai Comuni e trattenute in eccedenza dallo Stato e che la sentenza della Corte Costituzionale del 2016 ha stabilito spettino alla Regione, incassa l'intesa all'unanimità del Consiglio delle autonomie. Nella seduta del 24 giugno 2019 il Consiglio delle autonomie locali presieduto da Antonio Di Bisceglie ha espresso all'unanimità il parere sull'assestamento 2019-21, illustrato dall'assessore alle Finanze Barbara Zilli.
 
Il risultato, in sede di assestamento di bilancio, lascia molto soddisfatto l'assessore regionale alle Autonomie locali Pierpaolo Roberti, il quale ha illustrato nel dettaglio il totale delle poste a favore degli enti locali che, per la parte corrente, chiude su un totale di 13 milioni di euro: ovvero i 10 milioni extragettito Imu, oltre ai 2,4 milioni destinati ai piccoli comuni e ai 600 mila euro a favore di quelli montani.
 
"Abbiamo voluto - ha spiegato Roberti - anticipare quanto previsto dall'accordo Stato-Regione firmato a fine febbraio scorso e entrato in norma nel Decreto crescita. Nonostante la legge regionale di Stabilità 2019 prevedesse l'applicazione dal 2020 si è voluto dare una risposta immediata ai Comuni".
 
Roberti ha spiegato che secondo i dati del Mef la rideterminazione del gettito Imu comportava il miglioramento per 113 comuni ma un peggioramento per 102.
 
"L'obiettivo principale della Regione - ha precisato l'assessore - è stato quello di assicurare l'equilibrio del sistema integrato dell'intero Friuli Venezia Giulia, mettendo in sicurezza i bilanci comunali di chi avrebbe dovuto aumentare il suo dare con una sorta di franchigia. Abbiamo quindi provveduto a mettere a saldo zero i Comuni che avrebbero dovuto subire prelievi e a redistribuire la differenza tra tutti i restanti a cui spettava un guadagno. Il calcolo della redistribuzione, visto che l'intervento avviene a luglio e la legge entrerà in vigore a agosto, per il 2019 avviene per una quota pari a cinque/dodicesimi".
 
Per quanto riguarda la posta per i Comuni montani e quella destinata agli enti locali sotto i 3mila abitanti - le due tipologie di Comuni che risultavano più penalizzate nei trasferimenti gli anni scorsi - Roberti ha evidenziato che si tratta in entrambi casi di assegnazioni integrative e non straordinarie e che le amministrazioni potranno contare su una programmazione triennale. Due terzi dei Comuni (85) sotto i 3mila abitanti ricevono quindi un'integrazione ai trasferimenti ordinari.
 
"Si tratta quindi di tre misure - ha concluso Roberti - che in assestamento vanno ad aggiungersi all'incremento del fondo investimenti per i Comuni (ulteriori 2,5 mln) e che nell'insieme determinano un netto aumento delle risorse a favore del sistema delle autonomie locali".
 
15 aprile 2019

Il Consiglio delle Autonomie locali ha approvato all'unanimità la seconda modifica al regolamento sulle modalità di accesso al Fondo per il concorso agli oneri derivanti da accadimenti di natura straordinaria o imprevedibile per i Comuni di piccole dimensioni.

La modifica, approvata dalla Giunta regionale in via preliminare, è stata illustrata dall'assessore regionale alle Autonomie locali che ne ha sottolineato la portata di semplificazione e chiarezza, spiegando che il regolamento ora permetterà un ampliamento della platea di beneficiari, dando risposta anche ai Comuni di più ridotte dimensioni.

Il limite massimo della spesa ammissibile è stato differenziato con riferimento a due distinte classi demografiche: 50.000 euro per i Comuni fino a 1.000 abitanti e 100.000 euro per i Comuni con popolazione compresa tra 1.001 e 5.000 abitanti.

Inoltre, a seguito dell'esperienza maturata nella gestione delle pratiche di contribuzione già presentate negli anni scorsi (2017-2018), è stato portato da 30 a 60 giorni il termine per assegnare le risorse.

Per la rendicontazione è stato previsto, nell'interesse dei Comuni beneficiari del Fondo, il termine di un anno dall'erogazione delle risorse.

 
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